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La Coppa Anglo-Italiana: sponda inglese

Accadde oggi, 25 agosto

2007 Ascoli-Piacenza 4-1

Amarcord

La Coppa Anglo-Italiana: sponda inglese

Marco Travaglini | 16 Marzo 2015

Sono tante le fermate di metro che mi passano davanti mentre mi avvicino; teoricamente ce ne sarebbe una che mi lascerebbe proprio a destinazione, ma le sterline in tasca sono poche e di pagare il sovrapprezzo non ne ho nessuna voglia. Ed è così che, per risparmiare mezzo pound, mi ritrovo nel bel mezzo della periferia di Londra e me la faccio a piedi. Cammino forse per mezz'ora circondato dal nulla, e dall'immancabile cielo grigio e piovoso. Mi immagino però quanto sarà bello veder comparire la sua facciata così caratteristica, le twin tower bianche, il simbolo caratteristico di quel monumento sportivo. E invece no, arrivo da dietro, dal lato meno nobile, quello che non fotografa e non si ricorda nessuno, nemmeno io. Devo farmi tutto il giro per vederlo finalmente in tutto il suo splendore: il Wembley Stadium.



Saranno passati ormai 17 anni dalla mia prima e unica visita nel tempio del calcio. Ora purtroppo quello stadio non c'è più, caduto anche lui vittima del tempo e di un mero calcolo tra costi e ricavi. Il mio più grande rammarico è solo quello di esserci arrivato con tre anni di ritardo. Perché lì, in quello stadio dove l'Inghilterra ha alzato la coppa Rimet, dove la Germania è diventata campione d'Europa, proprio lì nel tempio indiscusso del calcio, ha giocato anche l'Ascoli.
E non è una cosa da niente: fuori dall'Inghilterra sono ben pochi i club che possono vantarsi di aver calcato quel campo, di essersi sporcati con l'erba più antica del calcio, di aver assaggiato il sapore ancestrale del vero football.


Era il 19 marzo 1995, giorno della finale della penultima edizione del Torneo Anglo-Italiano. Il programma ufficiale, in vendita alla modica cifra di 3 sterline, è tutto bianconero: si sfidano infatti la squadra professionistica più antica del mondo, il Notts County, contro il nostro amato Ascoli, una delle più antiche società sportive italiane. Gazze ladre (Magpies in inglese) contro Picchio, anche nei simboli le squadre si somigliano, con due volatili bianconeri. E in copertina campeggiano Gary Mills e l’ascolanissimo Pietro Zaini. In realtà i nostri indossavano una casacca rossa, colore tanto caro al nostro compianto presidentissimo, e l’epilogo di quella partita non fu dei migliori, con gli inglesi che si aggiudicavano il match e la coppa con il punteggio di 2-1 grazie alle reti di Agani e White, intervallate dall’illusorio pareggio di bomber Mirabelli.

Sono passati ormai vent’anni da quel giorno. Per la nostra tifoseria, essere arrivati a Wembley è motivo di vanto ed era esso stesso un traguardo. Ma cosa ha rappresentato quella partita per i nostri inglesissimi avversari? Sapevano qualcosa di noi e della nostra storia? In questo articolo vogliamo provare a guardare ad uno degli avvenimenti che ha segnato la nostra storia con gli occhi degli altri (leggi anche La Coppa Anglo-Italiana: sponda ascolana).

Il Notts County arrivava per il secondo anno consecutivo alla finale di Coppa Anglo-Italiana. C’era voglia di rivalsa tra le fila dei Magpies, non solo per la finale persa (recriminando) l’anno precedente contro il Brescia, ma anche per risollevare le sorti delle squadre inglesi che non vincevano questo torneo dal lontano 1979.
Ci siamo messi in contatto con il Notts County Official Supporter Association, e abbiamo raccolto le impressioni di quella giornata di alcuni tifosi inglesi.

Lois Brough, membro dell’associazione, ci racconta le sue impressioni riguardo all’organizzazione e alle partite di tutte e due le finali.
“In entrambe le occasioni la trasferta ufficiale per il Notts County è stata organizzata dalla nostra associazione. I pullman (15 - 20) si sono riuniti sul Trent Embankment dove sono saliti gli steward, mentre i tifosi aspettavano al Meadow Lane (lo stadio del Notts County, nda) per salire sul rispettivo pullman non appena questo arrivava allo stadio. Una volta pieno, ogni autobus partiva verso Londra… alla volta di Wembley!
Ogni pullman traboccava di sciarpe, bandiere e stelle filanti bianconere e mentre viaggiavamo sull’autostrada M1 era fantastico vedere migliaia di tifosi del Notts County in quelle che sembravano centinaia di auto, pulmini e autobus (senza contare quelli che viaggiavano in treno) che sventolavano bandiere e suonavano i clacson. Durante il viaggio come al solito abbiamo organizzato quiz e lotterie, e ci siamo fermati nelle stazioni di servizio dell’autostrada per un caffè e una pausa relax, ma a dir la verità molte stazioni erano state festosamente invase dalle migliaia di tifosi del Notts County.
Essendo arrivati con largo anticipo, una volta a Wembley abbiamo avuto l’opportunità di fare un giro intorno al terreno di gioco.
La partita contro il Brescia del 1994 è stata un po’ frustrante perché il Notts non ha giocato al meglio, ma siamo stati sfortunati perché non siamo riusciti a vincere la partita nei tempi supplementari quando l’arbitro ha negato al Notts un netto rigore per una fallo di mano in area del Brescia.
L’anno seguente non potevamo perdere l’occasione di riscattarci e infatti il Notts ha battuto l’Ascoli 2-1 con i gol di Tony Agana e Devon White. Quando il capitano Phil Turner ha alzato il trofeo, un potente urlo di gioia ha squarciato l’aria di Wembley, anche in considerazione della delusione dell’anno precedente. Purtroppo quello stesso anno il Notts è retrocesso nella terza serie inglese da cui a tutt’oggi non è mai riuscito a risalire… non ancora almeno!”



Le analogie tra le due squadre quindi continuano, anche l’Ascoli alla fine di quell’anno retrocederà in serie C, da cui non riuscirà a risollevarsi prima di 7 anni di inferno.

Siamo riusciti a raggiungere anche Steve Cherry, il portiere del Notts County che fu poi sostituito al 74°.

SXLA: Salve Mr. Cherry. iniziamo subito parlando della partita: il Notts County è andato in vantaggio al 12° con uno strano gol assegnato ad Agana, ma il “merito” in realtà fu tutto di un'uscita a vuoto di Bizzarri, il portiere dell’Ascoli. Cosa ne pensa di quel gol? Le è mai capitato di fare errori simili in carriera?
SC: Ogni portiere commette errori, e non è bello esserne testimoni, ma in quel caso ci ha agevolato mettendoci la partita in discesa. Sì anche io ho fatto un brutto errore, nella FA Cup quando giocavo per il Derby contro il Plymouth, durante la ripetizione del match. Giocammo in maniera brillante in trasferta, finendo 0-0, solo per prendere gol da calcio d’angolo, con la palla che colpì il palo interno e perdere quindi il match in casa per 1-0. Quell’errore ci costò l’accesso alle semi finali.

SXLA: Cosa ricordi della finale contro l’Ascoli?
SC: Fu una bella partita e meritammo di vincere.

SXLA: Cosa vi disse il vostro manager, Mr. Kendall, prima e dopo il match negli spogliatoi?
SC: Prima del match ci esortò a sfruttare l’occasione che avevamo, e a fine partita ovviamente ci disse “Well Done!” (ottimo lavoro!). Pensava che ci fossimo impegnati molto e che avessimo meritato di vincere.

SXLA: Sapevi nulla della storia dell’Ascoli? Cosa conoscevi della squadra che vi apprestavate ad affrontare?
SC: Non sapevo molto della sua storia, mi sono divertito a giocare ad Ascoli durante la fase a gironi e pensavo che fossero buona squadra.

SXLA: Avevi mai sentito parlare di Costantino Rozzi, lo storico presidente dell’Ascoli che era morto soltanto da pochi mesi?
SC: Mi dispiace ma non lo conoscevo. Da come ne parli sembrava un personaggio molto importante. Anche il Notts County ai tempi aveva appena perso uno storico ex vice presidente, ricoprì la carica del club per quasi un quarto di secolo.

SXLA: Durante la partita hai avuto il compito di impedire di segnare agli attaccanti dell’Ascoli. Uno di loro era Oliver Bierhoff. Quel giorno ti sei reso conto di aver a che fare con un top player? Circa un anno dopo, lo stesso giocatore vinse il Campionato Europeo in quello stesso stadio segnando 2 gol.
SC: No, non ho realizzato di aver di fronte un top player, l’ho scoperto solo in seguito. Noi cerchiamo sempre di pensare a noi stessi e alla partita, senza concentrarci sulle individualità degli avversari, ma fu una bella esperienza tenerlo lontano dalla mia porta.

SXLA: Qui in Italia, giocare al vecchio stadio di Wembley era un privilegio raro, e per una piccola squadra come l’Ascoli fu come un sogno diventato realtà. Nella tua carriera quante volte hai giocato al Wembley Stadium? Puoi descriverci cosa si prova quando si entra in quel magico terreno di gioco?
SC: L’hai detto: è magico. Alla fine ho giocato a Wembley 5 volte: 3 playoff vinti e 2 finali di coppa anglo italiana, una persa e una vinta.

SXLA: Com’era considerato il torneo anglo-italiano in Inghilterra?
SC: Era un’ottima competizione, e più andavi avanti e meglio diventava. Era un’opportunità di giocare contro giocatori italiani all’infuori della Coppa del Mondo, cosa che potevi fare solo se eri un giocatore di prima fascia. Inoltre abbiamo avuto l’occasione di visitare il vostro bellissimo paese.

SXLA: Come hanno festeggiato la vittoria i tifosi al vostro ritorno? Hanno mai organizzato un anniversario negli anni seguenti?
SC: C’è stata una grande festa con i tifosi al rientro al nostro campo, ma ancora nessun anniversario. Avevamo intenzione di rigiocare la partita contro il Brescia all’inizio dello scorso anno, ma è stato difficile rimettere insieme tutti i giocatori.

SXLA: Com’è continuata la tua carriera dopo il match?
SC: Ho lasciato il Notts County l’estate successiva, sono stato un po’ al Watford prima di tornare in prestito con il mio vecchio manager Neil Warnock al Plymouth Argyle dove conquistammo la promozione proprio sul campo di Wembley.

SXLA: Sei stato votato diverse volte come giocatore dell’anno dei tifosi. Questo è un tipo di premio completamente sconosciuto in Italia. Ci puoi descrivere brevemente di cosa si tratta e cosa ha rappresentato per te vincere questo trofeo?
SC: Semplicemente i tifosi della tua squadra votano per il giocatore dell’anno, io ho vinto questo premio in 4 dei club per cui ho giocato:
Derby County (1982/83)
Walsall (1984/85)
Plymouth (1986/87)
Notts County (1991/92)
Si tratta del premio più importante che un giocatore può ricevere dalla sua squadra, e si riceve un trofeo.

SXLA: Sei ancora nel mondo del calcio?
SC: No, per adesso no. Ma devo lasciare il mio lavoro attuale e sto pensando di aprire una scuola calcio per portieri a Nottingham.

SXLA: Sei stato al Notts County per molti anni. Sei mai tornato  dalle parti del Meadow Lane?
SC: Sì, alcuni anni dopo sono tornato come secondo portiere e poi sono diventato anche allenatore dei portieri.

SXLA: So che esiste un’associazione di ex-calciatori del Notts County. Ne sei membro? Sei ancora in contatto con qualche ex compagno della squadra del 1994-95?
SC: Sì faccio parte del comitato da 4 anni e vedo alcuni dei giocatori.

SXLA: Quest’anno saranno vent’anni dalla finale di Coppa Anglo-Italiana. Il Notts County è stata l’unica squadra inglese a vincere l’edizione con la formula rinnovata. D’altro canto, l’Ascoli è stata l’unica squadra italiana a perderla. Se ci fosse la possibilità di giocare un’amichevole di rivincita, ti piacerebbe partecipare?
SC: Sì a patto che sia in Italia, ma sarebbe bello anche giocarla nel nuovo stadio di Wembley.

SXLA: Vuoi mandare un saluto ai tifosi dell’Ascoli?
SC: Mi hanno regalato grandi ricordi e bellissime foto. Di tutti i posti che ho visitato giocando a calcio, gli italiani sono stati i più amichevoli. Grazie

REPORT PARTITA

19 marzo 1995, Wembley Stadium, London NOTTS COUNTY - ASCOLI 2-1 13' Agani, 33' Mirabelli, 45' White Notts County: Cherry (74'Reece), Short, Mils, Turner, Murphy, Johnson (74'Emenalo), Devlin, White, Agana (87'Gallagher), Simpson, Legg. Allenatore: Kendall Ascoli: Bizzarri, Benetti, Mancuso (62'Milana), Marcato, Pascucci, Zanoncelli, Binotto (77'Menolascina), Bosi, Bierhoff, Favo, Mirabelli. Allenatore: Bigon



Per finire mi preme ringraziare di cuore l'associazione NCFCOSA (Notts County Football Club Official Supporter Association) per la completa disponibilità e per l'aiuto che ci hanno dato, e per averci dato modo di pubblicare un annuncio sul programma ufficiale del Notts County FC, in particolar modo Steve Shepherd, Patricia Akers e Lois Brough. Inoltre vorrei ringraziare Les Bradd e Steve Cherry della NCFPA (Notts County Former Players' Association) e Julian Morris per averci fornito alcune foto.





Il programma ufficiale della finale in allegato è stato originariamente pubblicato da Wembley Stadium Limited - The attached official programme was primarily published by Wembley Stadium Limited.


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Commenti (1)

Patricia Akers

17/03/2015

Marco what a fantastic article and a lot of hard work. I speak Spanish so I was able to read little sections.Well done!


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