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Calcioscommesse, i tifosi vanno risarciti

Accadde oggi, 23 gennaio

1977 Ascoli-Ternana 2-0

1983 Avellino-Ascoli 1-2

2006 Lecce-Ascoli 0-2

2010 Modena-Ascoli 0-2

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Calcioscommesse, i tifosi vanno risarciti

Stefano Carlini | 15 Aprile 2015

Non semplici spettatori bensì parte attiva di un evento sportivo. E' questa l'idea che il giudice monocratico Valeria Spagnoletti si è fatta dei tifosi di una squadra di calcio, emanando una sentenza inedita e destinata a fare giurisprudenza. Duecento cinquanta tifosi di Bari e Lecce, costituitisi parte civile dopo aver appreso dagli organi di informazione di aver assistito ad una partita combinata, si sono visti riconoscere un proprio diritto al risarcimento dei danni subiti. Oltre alle condanne in sede penale dei protagonisti di questa triste vicenda (l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta, Marcello Di Lorenzo amico del calciatore Andrea Masiello), il giudice ha infatti riconosciuto il danno alle parti civili, ossia Figc e Confconsumatori. Esso dovrà essere quantificato in sede civile e momentaneamente sono state fissate delle provvisionali, ossia una sorta di acconto. Ogni tifoso riceverà almeno 400 euro a testa.

Secondo Mattia Grassani - uno dei massimi esperti in ambito di diritto sportivo ed intervistato dalla Gazzetta dello Sport - la sentenza rappresenta un precedente storico destinato ad aprire scenari molto importanti. A cominciare dall'inchiesta sul calcioscommesse condotta dalla Procura di Cremona, le cui indagini coordinate dal pm Roberto di Martino sono ancora aperte. Si prevede che l'inchiesta possa essere chiusa a primavera per innescare i primi processi.

E anche i tifosi dell'Ascoli potrebbero scegliere di costituirsi parte civile. Come si ricorderà, infatti, tra gli indagati risultano anche i nomi di Vincenzo Sommese e Vittorio Micolucci. Quest'ultimo poi passato alle cronache come il primo pentito del calcio italiano per la sua stretta collaborazione con l'ufficio inchieste della Figc.

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